8-bit Theater
di Brian Clevinger
Recensione di Pietro Giordani
Fighter: Possiamo fare in fretta? Non riesco a fare attenzione molto a lung... guardate, c'é qualcosa che luccica!
Ci sarà chi la pensa diversamente, ma, secondo me, il difetto in assoluto più grave per un fumetto è l'eccesso di prevedibilità. Se a metà di una storia il lettore ha già capito come andrà a finire, quella storia è un fallimento. Non c'è niente di più triste che leggere gli archivi di una strip e trovarsi sempre di fronte le stesse poche battute, cambiate appena.
Con
8-bit Theater, strip iniziali di assestamento a parte, non sia ha mai questa sensazione di "già visto". Certo, non è l'unico fumetto ad avere questa qualità; la particolarità sta nel fatto che, per questo fumetto, viene da chiedersi: ma come fa?
A descrivere le sue caratteristiche, infatti, 8-bit Theater sembra un fumetto fallimentare. In primo luogo, è uno "sprite comic"; un fumetto senza disegni, fatto con gli sprite pixellosi dei personaggi di un vecchio videogioco, "Final Fantasy" per la console Nintendo NES. Non solo, ma la storia stessa del fumetto ricalca, a grandi linee, quella del videogioco. I personaggi sono inesorabilmente, smaccatamente monodimensionali. Decine, centinaia di fumetti simili (in larga parte, è lecito immaginare, nati da un tentativo di emulare 8-bit Theater) sono praticamente privi di lettori, e vengono spesso citati come cattivo esempio.
Perché invece la critica è clemente con 8-bit Theater? Perché così tanti autori lo prendono ad ispirazione? Perché
il sito
ha così tanti visitatori?
Soprattutto, perché non ci si stanca mai di leggerlo?
Una questione di parole
Red Mage: Io dico che ha ragione, e sono pronto a insistere appassionatamente finché le parole non avranno più senso. Se l'argomento non ti convince, le ore ed ore di lagne lo faranno.
Uno sprite pixelloso non vale un disegno. Un fumetto normale ed uno sprite-comic non sono la stessa cosa, il secondo perde molte delle possibilità del primo. Brian Clevinger se ne rende conto, e imposta il suo fumetto dando grande peso al testo. Spesso, il disegno viene praticamente ignorato, ed il fumetto assume caratteristiche simili a quelle di quei libri scritti da un comico.
Ciò che dà valore a 8-bit theater è la grande abilità nella scrittura del suo autore. Autore anche di una romanzo, Clevinger ha uno stile molto piacevole ed un'eccellente padronanza dell'inglese. A ben guardare, i personaggi di 8-bit theater non fanno quasi altro che parlare. Anche in una situazione urgente o ridotti in fin di vita, i personaggi non smettono mai di parlare. Pressoché tutto l'umorismo di 8-bit theater è basato sul dialogo, piuttosto che sulla battuta.
Il dialogo diventa quasi interlocutore: ogni personaggio è in grado di sviscerare, discutere, confutare le frasi e le espressioni degli altri, di inventare termini e modi di dire, fino al punto che è il discorso stesso ad essere l'argomento di conversazione più frequente. Anche malintesi e giochi di parole sono estremamente comuni.
Un altro genere di eroe
Black Mage: Almeno morirò come ho vissuto. Completamente circondato da imbecilli.
Il primo "Final Fantasy" è uscito in occidente nel 1987. La trama era appena accennata, e il fatto che 8-bit theater la segua a grandi linee non è particolarmente vincolante: dopo una ventina di strip, il fumetto aveva già più testo dell'intero gioco, e doveva ancora iniziare a seguirne la trama. Solo nel fumetto di Clevinger gli eroi muti del gioco sono diventati personaggi . Anche se non i personaggi che ci si poteva aspettare.
Infatti, mentre Final Fantasy è semplicemente l'avventura di quattro eroi che salvano il mondo, in 8-bit theater praticamente tutto quello che respira è estremamente stupido, estremamente crudele o entrambe le cose allo stesso tempo.
Gli eroi non fanno eccezione, anzi, spesso sono molto peggiori dei malvagi che affrontano. Non collaborano quasi mai, di solito ciascuno cerca di raggirare, insultare o aggredire i compagni. Ciascuno ha una personalità patologicamente ristretta.
Si possono, letteralmente, descrivere i personaggi di questo fumetto con singole parole. Thief è avido, Black Mage è malvagio, re Steve è stupido, e così via. Ciò che impedisce al fumetto di essere noioso, rendendolo addirittura brillante, è la maniera estremamente creativa in cui i personaggi sono quello che sono. Per esempio, Fighter è un tontolone, ma un tontolone creativo ed imprevedibile: continua a variare, a superare i suoi limiti, a coglierci di sorpresa.
Aiuta la varietà anche il fatto che, dopo la prima parte del fumetto, 8-bit theater cambia continuamente ambientazione, facendo viaggiare gli eroi, e mette in scena personaggi nuovi, ciascuno con il suo personale genere di stupidità.
Stile
Re Steve: Ti ho mai raccontato di quando ho costruito questo castello?
Principessa Sara: Ha 400 anni, papà.
Re Steve: L'ho progettato così!
Il layout di 8-bit theater è basato quasi esclusivamente sul testo. Ogni "strip" ha di media una dozzina di vignette, e il loro numero varia a seconda della quantità di testo necessario, e nella grande maggioranza dei casi i personaggi sono immobili e si limitano a parlare.
L'umorismo tende ad essere basato sul dialogo che sulla battuta, e si sviluppa man mano, attraverso l'interazione tra le vignette, piuttosto che con gag. Nello stesso modo, c'è una forte continuità tra le strip, di modo che spesso una strip è resa più divertente dalle sue relazioni con le altre.
8-bit theater non dà un'impressione di eccessiva staticità, e, paradossalmente, proprio grazie agli sprite. Se fossero disegni "veri" ad essere copiati ed incollati a ripetizione, sarebbe un'altra faccenda, ma uno sprite è indefinito; come nei videogiochi dell'era 8-bit, accenna piuttosto che dire. È la fantasia del lettore il vero "disegno" di 8-bit theater. Meritano una menzione le frequenti guest-strip, spesso interessantissime dal punto di vista grafico.
Guida alla lettura
Red Mage: Non preoccuparti, Thief! Col mio intelletto superiore ho calcolato tutto! Anche le cose che non ho calcolato. *Specialmente* quelle, di fatto.
8-bit Theater ha una sua sezione nel sito di Brian Clevinger. Aggiorna, normalmente, tre volte alla settimana: il martedì, il giovedì ed il sabato.
Come per la maggior parte dei fumetti online, i primi episodi non sono ai livelli del seguito: 8-bit theater, nella sua prima parte, è un po' troppo statico, ha un ritmo troppo lento ed una certa quantità di battute basate su videogames e i giochi di ruolo da tavolo, divertenti ma incomprensibili a chi non se ne intende. Le singole strip fanno meno ridere dell'insieme, quindi al nuovo lettore conviene leggere varie strip consecutive piuttosto che pescare qua e là.
L'enfasi sul testo fa sì che la lettura proceda meglio per chi ha una buona dimestichezza con l'inglese. Aver competenza di giochi di ruolo aiuta, anche se non è necessario.